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LA GRAMMATICA DEL GENOVESE - GLI AGGETTIVI


L'aggettivo è quella parte del discorso che specifica e precisa il senso del sostantivo al quale si riferisce. Ve ne sono due tipi: qualificativo e indicativo.

L'AGGETTIVO QUALIFICATIVO
L'aggettivo qualificativo determina le qualità del sostantivo. Ha tre gradi, come in italiano: positivo, comparativo e superlativo. Il grado positivo si ottiene quando esprime la qualità nel suo grado normale. Bello e brutto sono al grado positivo.
Il grado comparativo esprime un paragone. Più bello e più brutto sono al grado comparativo. In genovese si esprime con le particelle ciù ("più") e mêno ("meno"). Inoltre, il genovese preferisce le forme articolate. Preferisce dire ciù bón al posto di mêgio.
Il grado superlativo indica, invece, la qualità al grado più alto. Bellissimo e bruttissimo sono al grado superlativo. In genovese si esprime con la desinenza -iscimo, oppure con avverbi. A volte viene usato il cosiddetto "ma enfatico".

Esempi: a cà a l'êa belìscima (la casa era bellissima).

GLI AGGETTIVI INDICATIVI
Possono essere di vari tipi: dimostrativi, possessivi, numerali e indefiniti.

Gli aggettivi dimostrativi
Determinano vicinanza o lontananza. Derivano dal latino tardo Ecce istu. In genovese non ammettono l'articolo e precedono sempre il nome. Sono quésto, quésta, quésti, quéste, quéllo, quélla, quélli e quélle. Tuttavia, si usano quasi sempre le forme abbreviate. Quindi sono sto, sta, sti, ste. Per gli altri aggettivi, si usano le forme composte.
Poi, spesso sono integrati (soprattutto nel parlato) con le particelle chì e ; ad esempio, si può dire sto chi ("questo qui").
Ma vi sono anche altri aggettivi dimostrativi, diversi da quelli di luogo: menzoniamo solo mæximo ("medesimo"), stésso e âtro ("altro").

Gli aggettivi possessivi
Gli aggettivi possessivi specificano di chi è una determinata cosa. Variano da zona a zona. Noi riportiamo solo quelli usati a Genova. La prima forma è quella italiana; la seconda è quella normalmente usata e la terza è quella ricercata.
mio -
tuo - teu - tò
suo - seu - sò
nostro - nòstro/a/i/e
vostro - vòstro/a/i/e
loro - seu

Vogliono sempre l'articolo davanti.

Gli aggettivi numerali
I numerali determinano in modo preciso la quantità.
I numerali possono essere cardinali o ordinali.

I NUMERALI CARDINALI
I numerali cardinali sono i numeri normali, come uno, due o tre. In genovese, questi primi tre numeri variano di genere: un, duî, trei e unn-a, due, trae.

1 un
2 doî
3 tréi
4 quàttro
5 çìnque
6 séi
7 sétte
8 éutto
9 nêuve
10 dêxe
11 ùnze
12 dózze
13 trézze
14 quatòrze
15 chìnze
16 sézze
17 dîsétte
18 dixéutto
19 dixinêuve
20 vìnti
30 trénta
40 quàranta
50 çinquànta
60 sciusciànta
70 setànta
80 òtànta
90 novànta
100 çénto
200 duxénto
1000 mìlle
2000 doî mìlla
100000 un milión

I NUMERALI ORDINALI
I numeri ordinali designano la posizione di qualcosa o qualcuno. Si declinano assieme al sostantivo. Gran parte di questi, nel tempo, si sono italianizzati.

prìmmo
segóndo
térso
quàrto
quìnto
sésto
sétimo, setèn
ottàvo
nôno
décimo, dèximo (dexén)
undicêximo
dodicéximo
tredicéximo
quattordicêximo
chinzeximo
sedicéximo
disettéximo
dixeuttésimo
dixinieuvéximo
vintéximo
trentéximo
quarantéximo
çinquantéximo
sciusciantéximo
settantéximo
ottantéximo
novantéximo
çentéximo

Gli aggettivi indefiniti
Gli aggettivi indefiniti designano qualcosa in modo generico. Ad esempio, possiamo menzionare tùtto ("tutto"), quàrche ("qualche"), ògni, qualónque, pöco, nisciùn ("nessuno"), quàrche d'un ("qualcuno"), o ciasched'un ("ciascuno"). Ad ogni modo, in genovese non sono molto frequenti.





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