TUTTOZENA
SAVÉI VÎVE ZÊNA E A SÒ LÉNGOA

Questo sito utilizza la grafia ufficiale proposta dall'Académia Ligùstica do Brénno
ZENÉIZE
CHE COS'È LA LINGUA TABARCHINA


TuttoZena > Zenéize > La lingua tabarchina > Che cos'è la lingua tabarchina

Che cos’è la lingua tabarchina

La storia della lingua tabarchina inizia con alcuni coloni genovesi (per la precisione di Pegli), che nel 1542 colonizzarono la città di Tabarka, nell’odierna Tunisia, dove rimasero per circa duecento anni.
Nel 1741, infatti, la città fu occupata e gli abitanti furono schiavizzati. Tuttavia, Carlo Emanuele III, Re di Sardegna, concesse loro di stanziarsi nella zona dell’Isola di San Pietro, nella Sardegna meridionale.
Nacquero così i paesi di Carloforte – sull’isola di San Pietro – e di Calasetta. I genovesi importarono, più o meno curiosamente, anche la loro lingua, che si è conservata fino ad oggi.

Carloforte e Calasetta

La diaspora tabarchina

A questo punto sorge spontanea una domanda: il tabarchino, in quanto derivato dal genovese, è una lingua e un dialetto?
La questione è assai complessa e, ad ogni modo, come spesso succede, ognuno rimarrebbe della propria opinione; potremmo dire che, essendo il genovese una lingua, lo è anche il tabarchino, non essendo una corruzione della lingua nazionale.
Il tabarchino, pur essendosi leggermente evoluto dal genovese di Genova, ne conserva praticamente tutte le caratteristiche, tanto che due persone che parlano rispettivamente l’una in genovese e l’altra in tabarchino possono comprendersi perfettamente.
Bisogna ricordare anche che, durante la diaspora tabarchina, alcuni coloni non arrivarono in Sardegna, ma in un’isoletta nei pressi della Spagna, dove fondarono la città di Nueva Tabarca. Tuttavia, purché molti dei suoi attuali abitanti abbiano cognomi di origine genovese, non si è conservata la lingua come è invece è successo a Carloforte e Calasetta.


[ Cos'è la lingua tabarchina ]  [ Il problema della grafia ]  [ Le differenze con la lingua genovese ]

Home page - Indietro - Genovese - Multimedia

E tu, ti ricordi di parlare in genovese?